lunedì 16 aprile 2012
Attività 4
Qualcuno ha toccato la mia spalla, e quando ho girato la testa, ho visto mia mamma che teneva Maria in grembo. Maria stava dormendo.
"Papà?" le ho chiesto con la voce fioca. Ha fatto di no con la testa. "Filippo?" Non mi ha risposto e per qualche minuto stavamo in silenzio. Finalmente, ha tirato qualcosa fuori dalla tasca e me l'ha data. Era il treno elettrico.
sabato 14 aprile 2012
Attivita' 4
"Lasciarci soli!" ho gridato forte, le lacrime formando nei miei occhi. Felice ha riso forte, la voce piena di rancore.
"Tu lo sapevi. Sapevi che se tornasse, Filippo sara' ucciso. Va bene. Tocca a me, no? Io decido. Tutte due."
Non potevo aprire la bocca per parlare. Non potevo muovere nessuna parte del mio corpo. Ero paralizzato dalla paura. Il tempo sembrava di passare in <<slow motion>>.
La pistola era di livello con la testa di Filippo. Ho battuto i miei occhi. E cosi', Filippo non c'era piu'. Ho trattenuto il mio respiro-- il sudore cadeva dalla mia testa. Le miei orecchie suonavano con l'eco dello sparo.
Felice mi guardo' negli occhi e ha detto,"Tocca a te." E il barrile e' stato puntato contro di me.
C'era un dolore straziante al mio petto. E poi, il buio.
lunedì 9 aprile 2012
Attività 4 (l'ultima)
domenica 1 aprile 2012
La tartaruga - 22 marzo

Ammaniti P.173 (ed. vecchia): “Ho sognato che era notte, ma io ci vedevo lo stesso. Le colline si muovevano nel buio. Si spostavano lente come tartarughe sotto un tappeto. Poi tutte insieme spalancavano gli occhi, buchi rossi che si aprivano nel grano, e si sollevavano, sicure di non essere viste, e diventavano dei giganti fatti di terra e coperti di spighe che avanzavano ondeggiando sui campi e mi venivano addosso e mi seppellivano. ”
Nel simbolismo cristiano primitivo, la tartaruga rappresentava lo spirito del male. Il che nonostante che Michele probabilmente non sappia, quell’animale appare anche nel sogno di Michele come una minaccia. Una delle più anziane specie che esistano, e avendo una longevità straordinaria, le tartarughe hanno addosso sempre un’aria misteriosa. Nella mente di Michele sono degli spiriti della terra, che hanno i buchi per gli occhi, e che lo seppellono diventando dei giganti coperti di spighe. Il campo di grano, che dovrebbe essere la fonte d’oro della sicurezza, dell’abbondanza, e della vita, è diventato maligno per Michele, proprio come non sa più chi è buono e chi è cattivo nella sua vita.
mercoledì 21 marzo 2012
Attività 3
martedì 20 marzo 2012
“Dài! Che c’hai la ricotta al posto dei muscoli? Sei più debole di un moscerino! Tirala fuori questa forza, Cristo di Dio!” Ho mormorato, “Non ce la faccio.” Era come piegare una sbarra di ferro. “Sei una femmina, Michele. Maria aiutalo, dài!”(41)
lunedì 19 marzo 2012
Attivita' 3
pagina 126
Questa similitudine emerge nella scena in cui Michele e Sergio dormivano nella stessa stanza. Michele guarda Sergio, e il modo in cui lui "spogliarsi" sul letto, mentre fumando una sigaretta. Il concetto di un lapillo infuocato dimostra il senso ricorrente di fuoco. In tutto il libro esiste un'immagine di bruciato, con il sole in particolare. Non c'e' niente possibilita' che si potrebbe dare fuoco a un lapillo: consiste di una materiale proprio infiammabile. Dunque, quest'immagine sottolinea l'idea che tutto nel libro e' in fiamme. Gli emozioni, i campi, i rischi e perfino i lapilli. Il fuoco diventa una manifestazione della natura drammatica della situazione, e un simbolo di aggressione e tensione.
Attività 3
L'immagine degli orsetti lavatori rappresenta la vita originale del bambino nel buco. Lui aveva una famiglia, un futuro promettente--forse in America dove ci sono orsetti lavatori di che suo padre ha parlato. Ancora, lui ha la memoria di questa storia, ma adesso, non si ricorda la importanza originale. Lui non ha la sua vita vera nel buco, e per questa ragione, non ricorda la storia di suo padre più. Quando Ammaniti scrive degli orsetti lavatori, mi ricordo che il bambino aveva una vita prima del buco.
Attività 3
attività 3
Chang - Attivita' 3
P.132 Vecchio edizione: “Sembravano due foche…”
La madre di Salvatore e la sorella di lei sono descritte come due foche. Assomigliano delle foche perché sono corte e grosse, ma soprattutto perché siedono tutto giorno insieme alla cucina e vedono lavorare la cameriera, non avendo niente da fare. Abitano a una casa triste, la cucina ne essendo l’unica stanza luminosa: il marito l’ha praticamente abbandonata. Le due donne, “ammaestrate con la permanente, ” sono diventate pigre, e magari un po’ indifferente, a causa della lunga sofferenza. I cibi gli sono la sola gioia rimasti nella vita. Questa similitudine, dunque, ci dice non solo delle loro caratteri fisiche, ma anche della condizione della loro vita.
Attività 3
Attivita' 3
Questa metafora descrive Sergio quando si prepara per andare in letto. La metafora e' semplice ma rivela molto di come appare Sergio a Michele. Il descrizione di 'Tarzan malato' e' interessante perche' Tarzan e' un uomo forte e la parola malato cambia il senso di Tarzan. Il descrizione mi dice che Sergio era un uomo forte e spaventoso ma ancora che e' vecchio e lui e' affetto da tosse. Penso che questo discrizione cambi come Michele vede Sergio. Il descrizione di Sergio come un uomo forte ma vecchio e' ripetuto nel libro.
Attivita' 3
Attività 3
Questa similitudine è un po' buffa perche' si puo immaginare Michele come un porcospino vicino al buco e la casa abbandonata. Inoltre, questa parte del libro mostra la ossessione di Michele sul bambino nel buco. Durante queste pagine, Michele pensa che il bambino sia suo gemello; sebbene lui abbia paura di Felice Natale, lui visita il buco per parlare con Filippo. Questa similitudine mostra che Michele è un bambino curioso e determinato: un fatto che sarà importante per il resto della storia.
